blulu


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NON HO TEMPO….

…. ma mi faceva strano continuare a leggere " *dicembre 22 2006  ",
per tanto aggiungo un post inutile soltanto per cambiare anno. ciaociao

 

02/01/2007 [ tr8la ] DUEMILASETTE
a dicembre duemilacinque speravo in un duemilasei più tranquillo, poi è andata come è andata, non troppo bene, pazienza. e ora sono convinta che questo sarà davvero un voltare pagina definitivo. sarà bello buono e dolce. sarà quel che sarà ma quel sette dopo gli zeri mi piacciono di già
 
11/01/2007  [ sb8 ] FRAINTENDERSI
frettolosa e concisa, sbadata e ignara / tante volte una mia affermazione / fa nascere dubbi e ire / ed io avevo solo detto qualcosa / una frase / che inizia con una consonante e finisce con una vocale / pura e semplice / senza cose pensate e non dette / e invece scatenano / rabbie / che io non so più contenere che non ho più voglia di contenere. / a volte.

 

 


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LAVAGGIO

“Torcevamo i panni tante volte per far uscire l’acqua, ma erano bagnate e sgocciolavano sempre un po’." www
mentre leggo queste storie curiose dei tempi che più non sono, mi pare che  il mio cuore sia molto simile a quei panni: più volte attorcigliato su se stesso, e chissà se domani il tuo sorriso potrà stenderlo al sole(fotografia : www.lacedonia.com)



28/12/2006 [ s8sopra ]  IL FUNERALE DI WELBY

 

Il funerale sarà fatto, di certo. In fondo basta offrire qualcosa e un prete buono verrà. Ho visto un prete, a Luglio, che non ha voluto nemmeno avvicinarsi alla salma per benedirla, è rimasto fuori nella corte a dire preghiere in fretta e furia. Ha detto una messa degna di essere preso a pugni, solo che il dolore era più forte del reagire. Non ha voluto benedire neppure la bara, soltanto la terra una volta che l’ha ricoperta. Eppure nessuno aveva staccato la spina a questa nonnina di novanta e passa anni, la vita si era staccata da sè.
E il sacerdote che avrebbe dovuto curarsi del suo funerale non era un prete. Era un uomo vecchio e stanco che coi sacramenti non aveva più nulla a che fare.
Ma un prete per W. verrà, è solo che la Chiesa deve tuonare parole, attraverso i media, che possano incutere paura e timore,  per non far dimenticare tutti i flagelli raccontati nelle Antiche Scritture. E noi dobbiamo far finta di credere che il funerale, per lui, o all’ occasione eutanistica per noi, non ci sarà.

(Foto : cimitero di staglieno  )


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CIELO ALLEGRO

chi ha disegnato il panorama stamane così incredibilmente buono?
la luna quasi tonda su monti bianchi e aranci di alba e neve, l’azzurro cielo terso a destra.
di là il sole che scavalca plumbei nuvoloni 
e poi i tetti, ancora lucidi di pioggia andata.
chi ha fatto questo non ha tenuto conto del dolore, e forse qualcosa anche mi ha detto


14/12/2006  [ r8 ] ORA
mi sto lontana / per non cadere dentro quel lago salato
mi giro a largo / per non ascoltare / quella rima ripetuta che dice
puo’ succedere di nuovo puo’ succedere di nuovo / mi guardo il sole che non vuole lasciare
il suo posto / sbrina da solo tutto il ghiaccio di una notte quasi-invernale
guardo fuori e mi evito dentro / perchè deve passare il tempo / veloce / e allontanarmi da quello strazio

23/11/2006 [ r8 ]  LA MELA DI ANA

 

 ana
perchè arriva quel giorno, che porcaputtana
tutto ti pare così banale
assurdo e senza intensità
parole a vuoto
superficialismo
e non trovi più con chi parlare
ti annoi
i genitori sono "vecchi" quel giorno
i compagni noiosi
la tivu il paese dei balocchi per non pensare
E invece in silenzio
tu senti Dio
senti la profondità dei pensieri
senti una capacità che si scontra nella realtà,
sono tutti stupidi o sono pazza?
e allora basta un uomo di una certa età
che sappia usare bene le parole
per ingoiarti con le sue mani
o basta una filosofia accattivante
per sentire il cuore in pace
e il fascino che provoca
illusorio
ma non compreso
è più forte di tutto il vuoto che sta attorno
E non ti senti più da sola,
e pensi di non essere più tu la pazza
ma il mondo che ti circonda
e attraversi nuove strade
lunghe coi fianchi sinuosi
sfavillanti strade
 
che finiscono
poi nel vuoto
di una buccia di mela
che non potrà mai bastare. Mai.


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N.O.A.

24/11/2005

:: A LUSTRARE I PAVIMENTI
mi accorgo che scivola giù per le mani,
mi fermo e rimonto l’ attimo
e c’è più gioia e amore,
ma frettolosa ripongo i fotogrammi
e tengo duro,
ad andare avanti così per niente
così senza sentire
così col freddo che avanza e cristallizza i cuori
che insenso,
ciabattare sui minuti, con una vestaglia scomposta
e senza ardore
cigolando anzichè “miagolando”
maestri capaci di focalizzare un neo
perdendo tutto il mero universo


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LE FOGLIE SONO MIGRATE ALTROVE

fa strano
non trovare più  luce
pomeridiana
andare e tornare
tornare e stare
in uggia coll’ uggio del cielo,
piove
e ora già spiove
ma quella luce non puo’ più venire
– e l’autunno -, dicono
ma dove sono le foglie  rosse e gialle e dorate
con macchie nere
giù dal marciapiede?
 
Vuoi dire che ci hanno tolto
anche
quelle ? 

(preso da R8)

 


 

19/10/2006 [ fr8le] SEDICIE40

perchè oggi le ore non passano? più


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EFFE-TI

La marea era rimasta nella stanza per l’aver sognato oceani e tempesta.

e ovunque si fosse posato lo sguardo si sarebbe visto quel qualcosa andare come in altalena, su e giù, su e giù, su e giù, su e giù;
che fosse un divano, il lampadario, il gatto vivo che però dormiva, la finestra chiusa colle sue tende di mussola viola e così via. niente di immobile per colpa di quella marea che sospirava come una donna innamorata dal petto molto formoso e che di uscire e occupare il posto suo non ne aveva voglia. per tanto dopo avere guardato quell’ oscillare ripetitivo anche lo sguardo del più freddo osservatore avrebbe iniziato a seguire quel moto rischiando di trovarsi prima o poi sul pavimento a causa del saporifero dondolio.
 
( per quel pigro di Effe, che invitava a farlo, ma nei commenti però )


18/10/2005

:: RISCONTRI OLFATTIVI IN PANETTERIA

Gentilissime Signore,
la naftalina o canfora, come dir si voglia, serve ad allontanare le tarmi.
Non è un profumo.
Si vi approssimate a tirar fuori i capi invernali dalla panca, dall’ armadione
o dalla soffitta dategli una lavata o eventualmente lasciate che prendino aria, molta aria, anzi moltissima.

(Nota: la canfora può nuocere se a contatto della pelle.
In alternativa : antitarmi naturali sono la lavanda, l’ alloro, i chiodi di garofano e le castagne d’ India)


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Vizi di mente

R8

20/09/2005

Si compia in silenzio il dolore,

quello solo pensato, immaginato

quello che rovinosamente s’apre la strada tra vene e arterie

quello che hai concepito sentendo parole e tracciando sentenze

di conseguenza

quello che ti toglierà il sonno e la voglia di fare bene

che ti porterà lacrime e solitudine

lontano, lontano da

Un dolore che non c’è, hai partorito in te

e come un figlio crescerà viziato e coccolato


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…la gatta non si muove, si accende la candela, si dice buonasera

piove da tre giorni
e altrove accadono robuste da fare danno,
è ormai così da tempo, sfascia la natura e lei piano piano, nel suo tempo dove i secondi sono anni, si rivolta sorridendo.
mentre  la sentivo scendere, dura copiosa e insistente,  mi sono ricordata di altre giornate uggiose, ‘la pioggia nella pioggia’:
davanti a una scuola vedevi  solo e soltanto ombrelli, così vicini che da lontano sembrava di vedere un quadro enorme di cento colori.  c’era insieme, sempre quell’ odore gommoso misto a non so che, proveniente da una moltitudine di giacche antipioggia e stivaletti azzurri. Forse solo gli ombrelli erano diversi tra loro una volta, perchè riconoscere qualcuno guardando solo il pastrano era impossibile.
Quando pioveva eravamo tutti blu o verde oliva. Il rosso era chic. Il giallo opulento. Il nero troppo nero. Il marrone si usava solo d’ autunno con i colori nocciola, crema e panna.
Io ci andavo a piedi a scuola e senza ombrello. il mio pastrano blu scuro aveva un ampio cappuccio, bisognava solo stare attenti, in quello slalom di genitori, a non ricevere nell’ occhio o in testa un raggio del loro ombrello bagnato, magari quando si voltavano di scatto dopo aver pazientemente atteso l’ entrata a scuola del loro prediletto. Tutto sommato la pioggia non mi dispiaceva, aveva un buono odore più di venti anni fa. E poi c’erano le pozzanghere, da evitare solo davanti alla mamma. E c’è che tra il loden erediatato , che odiavo e non mi piaceva, e l’impermeabile nuovo di zecca coi tasconi, preferivo quest’ ultimo. Insomma la pioggia, capirete, era sempre ben gradita.
E ancora oggi, come allora, l’ ombrello non lo uso, neppure quando la pioggia scende a catenelle. Preferisco bagnarmi che andare in giro con questa spada chiusa che all’ occorrenza si trasforma in un ingrombrante ombrellone. Invece davanti alle scuole gli ombrelli sono diventati molto molto rari, solo auto in doppia, tripla e quadrupla fila…

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15/09/2005

:: IN UNA PIAZZA
pietre di piazza porfido rossastro
sono corsa in tondo per cercare di acciuffare
un palloncino viola
correvo scalza e con la veste nera
sembravo una pazza
il vento più veloce soffiava a ritroso
finchè l’ ho preso e sono andata  via
col palloncino sospeso ad un cordoncino sciccoso


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bho??!

Buona parte sta per accodarsi in autostrada col costume sotto i jeans, altra buona parte sta per chiodarsi alla poltrona con birre e ogni genere di pseudoalimento industrialmente modificato  colorato e rinchiuso in pacchetto di plastica untuoso, di fronte un tivu nuovo di fiamma che forse a fine mondiali ti regaleranno…

… io rimango qui, e siccome mi ronza una domanda da giorni nella testa la pongo qui, cosa vuol dire "diminuire i cesarei  sostituendoli con  l’ epidurale", due cose esattamente opposte ma che in questi giorni sui quotidiani se ne scrive tanto.
E a proposito di epidurale, perchè questa crociata nel nome di un parto senza dolore? Voglio dire, chi  fa richiesta di non soffrire sia accontentato nel migliore dei modi, ma perchè mettere al bando il dolore delle doglie e del travaglio come fosse cosa immonda e innaturale. Avranno pure un loro senso, e non lo dico da principiante, per cause che non sto qui a spiegare, le mie doglie sono durate ventisei ore, mica spiccioli, ma la felicità a parto finito, dopo aver navigato nell’ oblio più grigio, è innapagabile, inspiegabile; da tutto quel dolore la gioia immensa di tenere tra le braccia il tuo piccolo bimbo. Ma dico, mi sto sbagliando?


08/06/2006 [ r8 ] SILENZIO

in silenzio gli spazi si fanno metri
in silenzio le parole diventano il nero del buio
del pozzo pericoloso
della minaccia,
in silenzio tutte le parole da dire  si frantumano
come un vetro centrato da una pietra
e l’amore che pulsa rintanato in un cantuccio
urla e chiede luce che non gli viene data
chiede di avere credito ma una mano greve fatta di ombre
lo schiaccia screditando
e al di là del perchè e del per come
viene da chiedersi il senso del nulla.
e il nulla, proprio perchè nulla non ha un suo senso
se non quello d’ inventarsi cose per apparire consistente
formoso e pesante.
e in questo silenzio di rabbia stupore incomprensione
l’io ascolta il nulla, che pare pure saggio e allontana
dall’ amore.
e l’ io proclama verdetti sentenze senza senso
e dice all’ amore, Ma tu che c’entri?
l’ amore sta zitto così umiliato,
si sente vano davanti all’ Io al Silenzio e al Nulla.
ha paura persino di dire ancora la sua.
e se ne va, amando ma se ne va. offeso e doloroso
come l’amore non dev’ essere.


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dubbi sullo sfratto

non conosco bene l’ inquilino, ha bussato piano ieri sera e non sapevo se invitarlo a prendere un cafè oppure rifugiarmi a letto nascondendomi per bene sotto le coperte. non ho capito neppure di quale ceppo si tratta, non ho firmato il contratto nel dubbio ed è  forse per questo che aleggia senza identificarsi.
per preucazione ho già redatto lo sfratto ma lui non si muove e dà solo piccoli cenni di presenza quando  penso che ormai si è dileguato. la gola è lievemente rossa e poco dolorosa. il naso cola a intervalli di un ora ma senza troppo consumarsi in soffiate vigorose. le ossa, tutte comprese, sono state compromesse dal passaggio di due macchine sportive che ripetutamente, nella notte, le hanno usate come pista. anche il cerchio alla testa non è insopportabile e il calore non s’ alza indicando malizioso il letto come unica consolazione. mi sto ammalando, insomma, e non so di cosa, un virus? un batterio? cosa sia l’ inquilino ancora non è certo. mi sono spalmata un unguento sul petto e ho preso granuli zuccherosi per via perlinguale, non è una parolaccia ma vuol dire ‘sotto la lingua’. ho anche un pizzico di voglia a lasciarmi andare senza controbattere con gli anticorpi. che poi, ammalarmi, è rimasto l’ unico modo per riuscire a leggere qualche buon libro in santa pace…


20/03/2006 [ r8 ] PER SEMPRE CIAO
quando il dolore riesce solo a chiudere gli occhi
soffiando via il respiro
il vuoto che è assenza diventa presenza massiccia
e meschina
il vuoto cancella le parole
i perchè, logici frantumati come specchio lanciato con rabbia per terra.
il sipario cade piano, una tenda nera e pesante che presto sarà polverosa
è imbecille me, rimani con le mani strette tra loro che vorrebbero ferirsi
penetrarsi mentre nel petto qualcosa ti squarta
con unghie da felino,
è il dolore vivo figlio del dolore che ti ha spento,
per sempre