blulu


31 commenti

wash

al mattino
prima ancora di toccare il legno del pavimento
funziono solo dentro, dentro me,
una lavatrice, con carica dall’ alto
zeppa di pannipensieri colorato
e bianconero
che girano girano e rigirano
wash
un autolavata di capo.
poi arrivi tu, prima di stendere il bucato mentale
e mi lecchi il naso, i capelli e le mani quando riescono a sbucare dal lenzuolo
– Mieeeu -, mi dici
perchè hai fame.
– Vieni -, ti dico, mentre mi alzo barcollando e dimenticando tutto quanto.


34 commenti

Peli sulla tastiera (e ovunque)

dopo sette giorni i gatti si sono ambientati alla nuova provvisoria sistemazione. (ampiamente, direi)

——————————————————-

26/07/2005

:: SFOGHELLE
A me non piace stare lì.
Quei passi a tutte le ore sopra la testa, passetti acuti e nervosi che possono entrare e mangiare l’intimità in qualsiasi momento.
Essere osservati da sopra
mentre bacio la luna
dal giardino.
Tardo di mezz’ora in mezz’ora l’uscita dall’ ufficio, spostando il rientro che non mi piace e quasi odio. Potrei uscire alla solita ora bighellonando per la città, adesso potrei, ma questa pressione del cavolo, s’abbassa con l’ afa e mi riduce a un colabrodo malfermo


11 commenti

Fumettata d’alici

Il gatto nero si gira infastidito,
Clara ha spaccato l’ ennesimo bicchiere di vetro.
Il telefono diligente posa muto sul ripiano.
Clara implora muta il miracolo.
– Suona bestiolina, suona per me –
Trilla orpello tecnologico, l’affranta fanciulla
ci credeva alla storia dell’ Alice gratuita – pensa il gattonero
leccandosi i baffi.
~°~
(prologo)
L’Alice gratuita
-….senza canone! paga soltanto la connessione…-le aveva detto l’operatore.Clara era felice e aveva aderito. Aspettava soltanto la telefonata di conferma che sarebbe arrivata entro un’ ora. Aveva preso il gatto e l’aveva strizzato al suo petto, – Pensa gatto, tra dieci giorni arriva Alice, canone gratuito, modem in comodato e filtri per la presa -. Il gatto aveva deglutito all’ idea di avere un’ alice. Andava matto per le alici. Solo era dispiaciuto di mangiarne una soltanto. Il modem non sapeva cos’ era, ma se lo sarebbe mangiato lei, poco importava. Invece quella stramaledetta telefonata non era arrivata. E la sua amica triste e arrabbiata aveva spaccato otto bicchieri. Però si sentì amato. Tutto sto caos per una sola alice! L’amava non c’erano dubbi.


8 commenti

Placidorodingo

da: placidorodingo proposto da PlacidaSignora

[un reciproco insopportarsi]
– Non ti sopporto piiiù!! –
ripete isterica mentre lancia il mazzo di chiavi sul divano e manca di pochi millimetri il gattobianco. Il felino si scosta rapido e s’infila sotto il divano, continuando ad osservare indisturbato la padronaspettinata sull’uscio di casa.
Eloise dopo un’occhiatagrandangolare della stanza, rileva che :
tre etti di croccantini sono sparsi in ogni dove come billie scappate da una tasca bucata, una marea di panni giacciono per terra sotto lo stendino capovolto e 3 cassetti sono stati aperti e rovistati, per la precisione l’ultimo, il penultimo ed il terz’ultimo; salvi il primo ed il secondo. Mutande, calzini e asciugamani vanno raccolti e rilavati.
*
Il viso da drammagreco della padrona si tramuta in facciapreoccupata.
 
“Tra poco arrivano amici. La stanza fa schifo e la cena è ancora da preparare “, pensa.

– Me lo spieghi tu, micioooobestiacciaaa, perché combini ancora disastri a sei anni suonatiiii?? –

Nero guarda perplesso. Vorrebbe spiegare, ma con questa qui c’è poco da ragionare. Se esce dal suo nascondiglio gli arriva di certo un ceffone sul culofelino.
*
“Altro che spiegare.”pensa, ”cosa poi?
Che nel bel mezzo del mattino ho trovato un topolino intento a mangiarsi i croccantini al pollo e verdure? Che inseguendolo lo stendino mi è rotolato adosso provocandomi un piccolo traumacranico e che c’è voluto un bel po’per liberarmi da micromutande, asciugamanini, collant-pitoni e reggiseni insidiosi? E che infine, una volta raggiunto il topino e sistematolo per benino, son diventato quasi matto a cercare l’arnicapomata per medicami, che lei, si proprio lei, non la rimette mai nello stesso cassetto??”
*
“No, meglio lasciar perdere. Che si sfoghi da sola. Io rimango qui nascosto, fino a domani.
Tanto lo so’, dopo viene a cercarmi per coccolarmi. Ma quando fa così proprio non la sopporto!!”
*
(ps: la storia potrebbe, dico potrebbe, non discostarsi troppo dalla realtà….)

 


23 commenti

Agguati-Agguatti

Ieri notte questo bel micione, era in vena di far scherzi; il fratello bianconero, appesantito dalla cena, più volte s’ era negato per giocare. Quindi, il gattotigrato, ha pensato di spostare le sue attenzioni su di me. Si nascondeva aspettando i miei passi per poi spuntare all’ improvviso alzarsi sulle zampe posteriori e simulare un attacco. -Smettila, Merlino. che non mi fai paura- lui, niente. Dopo cinque minuti ci riprova. Alla fine stimolata dalle sue impacciate intenzioni giocose l’ ho rincorso per tutta casa travestita da topolino e con in bocca un magnum che ogni tanto usavo come spada. {che ridere, che.}


8 commenti

Il gattomiele beve birra

Il gatto era rientrato da parecchie ore , eppure non riusciva ad acciambellarsi per trovare riposo. Un pensiero pungolava i suoi ricordi tenendolo desto e attento. La coda continuava a strofinare le mattonelle bianche e nere… l’ antica cera  posata con il suo andare avanti e indietro, era tornata a splendere in quell’arco . Più in alto in un morbido letto di  piume dormiva beata Mirtilla.
– Quella gatta mi piace -, pensava tra se e se Caronte,
– Si mi piace. Il manto rosso e morbido, il nasino bianco bianco, gl’occhi rotondi e golosi. Là tra le sue scapole vorrei affondare il mio muso. Mordicchiarla piano e coccolarla aspettando il suo consenso. Ummm…che idiote idee che mi vengono. Se mi sentissero i gatti del quartiere ridotto ad un barattolo di miele non troverei più il  coraggio di comandare la notte –  Intanto il sonno tardava ed il gatto, ormai nervoso s’alzo’ e si diresse verso il frigo.  – Aaaaaccimiaaao !! !! !…… la solita lucina accecante di  quest’ insulsa lampadina.- Allungò la zampa, prese la birra e la versò nella ciotola verde. Dopo dieci minuti scivolò nel sonno come un sacchetto vuoto, riverso su di un fianco, molle molle. Ubriaco e felice .. …


22 commenti

Per un pugno di olive

dopo:
– Questa volta non la passerete liscia, eeeh !nooo..!! – urla la massaia, quasi imbestialita….( quasi)
prima:
Già difficile mi era acquistare olive e tenerli lontani,  qualche volta le lanciavo, e loro felici correvano ci giocavano e dopo le mangiavono.  Ma… l’ altro ieri seguendo una traccia tipo Pollicino, consistente in 12 olive  intere per benino regurgitate , sono arrivata  dritta dritta al muso di Mago triste e accovacciato,  quindi ho pensato di chiudere le olive nella scatola per evitare di tentare ancora i gatti golosi.  Mi assento due secondini.  Due. ( uno, due.. )
– Mamma, il gatto gioca con l’ oliva…-
– Controlla bene, non è possibile, le ho chiuse per bene, non è che per caso son saliti sul tavolooo? –
– No, no… non sono sul tavolo! –
Meno male, penso. La tavola imbandita è salva . Meno male il coooorno !!!!
Questa la visone : la scatola aperta per terra, settantacinque olive che vagano o rotolano sul pavimento  della cucina … due gatti leccano, giocano e mangiano ….FELICI
(torna all’ inizio)