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Addio quaderno, in classe col pc (sic)

(fonte : La StampaAddio quaderno, in classe col pc
Primo esperimento europeo in una elementare del Torinese
 
TORINO 
«Bambini mettete via il quaderno e aprite il computer». Questa frase verrà pronunciata ogni giorno dalla maestra, in normali aule torinesi. Perché da domani tre scuole elementari inizieranno a lavorare con un piccolo pc come se fosse un quaderno, un sussidiario, un album da disegno. Certo, i bambini del terzo millennio sono figli naturali dell’era digitale. Ma qui, per la prima volta in Europa, gli scolari lavoreranno organicamente con lo strumento informatico nella loro classe. Ogni ragazzino avrà in dotazione lo strumento da mettere nello zainetto, tenere sul banco e portare a casa come, appunto, il buon vecchio quaderno a righe e quadretti.

L’esperimento parte nella quinta elementare Don Milani di Rivoli (per tutto l’anno) e in due terze di Pavone Canavese (solo per il primo quadrimestre) ed è chiamato significativamente «un computer per ogni studente». E’ stato ideato da Mariano Turigliatto del Gruppo Consiliare Regionale «Insieme per Bresso», e ha come partner «La Stampa», che ha aperto uno spazio blog sul proprio sito per comunicare in diretta ogni passo della sperimentazione.

Punto centrale dell’operazione è, ovviamente, la macchina, il «JumPc», un computerino tutto italiano costruito da Olidata, ultraportatile, leggero, studiato per essere usato come uno strumento didattico innovativo.

La missione possibile è quella di introdurre nelle scuole il computer low cost (come nell’utopia di Negroponte, ora un po’ naufragata), per svecchiare i metodi di insegnamento e, in futuro, tagliare i costi dei libri di testo. E ovviamente per imparare fin dai primi anni di scuola a usare correttamente uno strumento ormai centrale nella vita di tutti i giorni, e non usarlo solo per le chat, la musica o videogames. Spiega Paola Limone, l’insegnante che ha studiato i programmi e che seguirà per tutto l’anno la quinta di Rivoli: «Per la prima volta verificheremo in maniera scientifica sul campo se il computer può portare a un miglioramento nell’apprendimento».

«Ogni allievo – prosegue la maestra – avrà il suo pc portatile e lo userà per scrivere per disegnare, per fare ricerche grazie all’accesso continuo a internet. La navigazione è superprotetta perché il bambino può visitare solo siti controllati dagli insegnanti. E’ una bella rivoluzione rispetto alle attuali “ore di informatica” nei laboratori, con poche macchine e tanta confusione».

Io mi sento vecchia 🙂 quando non mi trovo d’accordo con questi progressi tecnologici, vecchia per non dire perplessa e piena di domande (senza risposta). Ad esempio in questi anni ho visto la morte del ‘senso delle ricerche’ . Le fanno già su internet, senza cuore e interesse, un copia e incolla spudorato approvato dagli insegnanti. Ed il vero senso di approfondimento e magari l’atto di appassionarsi imparando si è sgretolato sotto i miei occhi più volte.

Un paio di pagine più avanti si legge ‘La Regione taglia altri 200 milioni. Assistenza e istruzione i settori a rischio." E il " JumPC" sarà salvo? Speriamo…